Convertitore maiuscole
MAIUSCOLE, minuscole, Titolo o frase. Gratis, senza upload. max 1 GB · Fino a 1 GB · Elaborato localmente, mai inviato a un server.
Un titolo arrivato tutto in capitali da un modulo, un elenco di cognomi esportato da un gestionale che scrive ogni riga in maiuscolo, un’intestazione da trasformare in nome di file senza spazi e senza accenti: sono operazioni che si continuano a fare a mano, carattere per carattere. Questa pagina offre sette trasformazioni, ognuna dietro la sua pastiglia, applicate al testo incollato nel riquadro in alto.
La conversione passa dalle funzioni di conversione di caso del browser, che tengono conto della lingua. Il dettaglio cambia il risultato, e in italiano cambia parecchio: «città» diventa «CITTÀ», «perché» diventa «PERCHÉ», «è» diventa «È». L’accento resta sulla maiuscola, dove una conversione approssimativa lo perde per strada — e soprattutto quello che esce è «È», non il ripiego «E’» che la tastiera italiana induce a battere quando l’accento maiuscolo non si trova.
Il testo di partenza non viene mai toccato. Il risultato finisce in un secondo riquadro di sola lettura, così puoi provare una trasformazione, guardarla, provarne un’altra sulla stessa fonte e copiare quella che ti serve. Tutto viene calcolato nella pagina, senza invii e senza attese, anche su un testo lungo diverse cartelle. Ogni clic su una pastiglia scrive nella cronologia locale il nome della trasformazione e il numero di parole trattate, mai il testo.
Come si usa
- Incolla il testo da convertire Il riquadro in alto resta la tua fonte per tutta la sessione: non viene sovrascritto dal risultato, quindi ci puoi provare sopra un tentativo dopo l’altro.
- Scegli una delle sette pastiglie MAIUSCOLE, minuscole, stile frase, stile Titolo, iNVERTI, snake_case e camelCase. Basta un clic: non ci sono opzioni e non c’è nessun pulsante di conferma.
- Guarda il riquadro in basso È di sola lettura e contiene l’ultimo risultato prodotto. Una nuova pastiglia ne sostituisce il contenuto, mai quello del riquadro in alto.
- Rimetti a mano quello che la macchina non può sapere Lo stile frase e lo stile Titolo portano prima tutto in minuscolo: sigle e nomi propri come INPS o iPhone escono rovinati e vanno ricorretti dopo.
- Copia il risultato Il pulsante sotto il riquadro di uscita porta il contenuto negli appunti, pronto per un documento, per il campo di un modulo o per una riga di codice.
Le sette trasformazioni in dettaglio
MAIUSCOLE e minuscole applicano il caso a tutto il testo, accenti compresi. Lo stile frase porta prima tutto in minuscolo, poi rialza una maiuscola all’inizio e dopo ogni punteggiatura forte seguita da uno spazio; lo spazio è obbligatorio, quindi «buongiorno.arrivo» torna indietro come «Buongiorno.arrivo». Lo stile Titolo fa lo stesso, poi mette la maiuscola a ogni parola tranne un elenco fisso di trenta parole brevi.
iNVERTI lavora carattere per carattere: le maiuscole scendono, le minuscole salgono, cifre, punteggiatura e spazi escono intatti. snake_case e camelCase invece smontano il testo, tolgono i segni diacritici, portano tutto in minuscolo e sostituiscono i separatori, il primo con trattini bassi, il secondo con una maiuscola incollata alla parola successiva: sono le due uniche a cambiare la forma delle lettere e non solo il loro caso.
Maiuscole accentate, e il problema tutto italiano dell’apostrofo
Le funzioni di conversione tengono conto della lingua, ed è per questo che le lettere accentate sopravvivono in tutt’e due i sensi. «CITTÀ» non torna indietro come «CITTA», e un titolo portato in capitali conserva «PERCHÉ», «COSÌ», «PERÒ», «PIÙ». Vale la pena insistere sul caso di «è»: la maiuscola corretta è «È», e scrivere «E’» al posto di «È» è un ripiego da macchina da scrivere, non una regola dell’italiano.
La conversione di caso però non è reversibile. Porta «INPS iPhone» in capitali e poi di nuovo in minuscolo e ottieni «inps iphone»: l’informazione è andata, e nessuna trasformazione la riporta indietro. Il riquadro in alto serve proprio a questo. E se un campo tecnico rifiuta tutto ciò che esce dall’ASCII di base, passa da snake_case, che i segni diacritici li toglie.
Quello che lo stile Titolo non può indovinare
Qui c’è una premessa che riguarda la lingua prima ancora che lo strumento: in italiano il maiuscolo su ogni parola del titolo non esiste. La convenzione tipografica italiana vuole la maiuscola sulla prima parola e sui nomi propri, punto. «Il nome della rosa», «La dolce vita», «Il giro del mondo in ottanta giorni» si scrivono così, non «Il Nome Della Rosa». Il maiuscolo diffuso è una convenzione inglese, e ricalcarla è uno degli errori più visibili in un menu o in una copertina.
L’elenco delle trenta parole lasciate minuscole non aiuta, perché è composto solo di termini francesi (de, du, des, le, la, les, un, une, et, ou, à, au, aux, en, sur, pour, par, dans) e inglesi (the, of, a, an, and, or, to, in, on, for). In italiano coincidono soltanto la, le, un, a e in; tutto il resto viene capitalizzato. «il giro del mondo in ottanta giorni» esce come «Il Giro Del Mondo in Ottanta Giorni», con «in» rimasto minuscolo per puro caso e «del» promosso a maiuscola; «pane e vino» esce come «Pane E Vino»; «il pranzo di ferragosto» come «Il Pranzo Di Ferragosto».
L’italiano è poi pieno di elisioni, e la lettera dopo l’apostrofo non viene mai rialzata: «l’università di Napoli» diventa «L’università Di Napoli». Sigle e marchi non sopravvivono al passaggio preliminare in minuscolo: INPS diventa Inps, iPhone diventa Iphone. E ricorda che l’italiano non mette la maiuscola dove la mette l’inglese: restano minuscoli i nomi dei mesi (gennaio, agosto), i giorni della settimana (lunedì), i nomi delle lingue (l’italiano) e gli aggettivi di nazionalità (la cucina italiana). Nessuno strumento automatico indovina queste distinzioni al posto tuo.
snake_case e camelCase, per gli identificatori
Le due trasformazioni scompongono ogni carattere accentato per staccargli il segno diacritico: «Perché la città» dà «perche_la_citta». Tutto ciò che non è lettera latina semplice o cifra viene invece trattato come separatore, e in italiano il carattere che ci finisce dentro più spesso è l’apostrofo: «l’università» dà «l_universita», «un’altra volta» dà «un_altra_volta», «po’» dà «po» con il trattino basso finale ripulito.
camelCase chiude con una regola che elimina tutto quello che precede la prima lettera minuscola, quindi un testo che comincia con una cifra perde la cifra e anche la lettera subito dopo: «3 gatti nel giardino» esce come «attiNelGiardino». Controlla l’inizio del risultato prima di farne il nome di una variabile. La regola lavora solo sulla testa della stringa, per cui un segno finale resiste: «perché no?» esce come «percheNo?». Per un indirizzo web, infine, Google consiglia il trattino e non il trattino basso, e nessuna delle due trasformazioni lo produce.
Domande frequenti
Perché «INPS» diventa «Inps»?
Perché lo stile frase e lo stile Titolo cominciano portando tutto il testo in minuscolo, prima di rialzare le maiuscole che servono. Le sigle non vengono riconosciute come tali: sono trattate come parole comuni e vanno rimesse a posto a mano dopo la conversione.
Gli accenti sopravvivono al passaggio in maiuscolo?
Sì. La conversione usa le funzioni del browser sensibili alla lingua, quindi «città» dà «CITTÀ», «perché» dà «PERCHÉ» ed «è» dà «È», e non si perde nulla nemmeno tornando in minuscolo. Attenzione però: se nel testo di partenza hai scritto «E’» invece di «È», resta «E’», perché per la macchina sono una lettera e un apostrofo.
Come ottengo «Il nome della rosa» dallo stile Titolo?
Correggendo dopo. L’elenco delle parole lasciate minuscole contiene solo termini francesi e inglesi, e in italiano coincidono soltanto la, le, un, a e in. Il risultato automatico è «Il Nome Della Rosa»; la forma corretta in italiano vuole la maiuscola solo sulla prima parola e sui nomi propri.
Perché «l’università» diventa «l_universita» in snake_case?
Perché l’apostrofo non è né una lettera latina semplice né una cifra, quindi viene trattato come separatore, esattamente come lo spazio. Gli accenti invece vengono solo tolti. Scrivi l’elisione per esteso prima di convertire se preferisci evitare il taglio.
Posso convertire solo una parte del testo?
No, la trasformazione riguarda tutto il riquadro di scrittura. Incolla soltanto il passaggio che ti interessa, convertilo e poi rimettilo nel documento da cui viene.
Il risultato sostituisce il mio testo originale?
Mai. I due riquadri sono indipendenti: quello in alto conserva la fonte, quello in basso riceve il risultato e si lascia sovrascrivere tutte le volte che provi una pastiglia diversa.
Ho un elenco di cognomi tutto in maiuscolo: come rimetto la sola iniziale maiuscola?
Serve la pastiglia dello stile Titolo, che porta prima tutto in minuscolo e poi rialza la prima lettera di ogni parola. Su un elenco di nomi funziona, ma due casi vanno ricontrollati a mano: le particelle brevi che figurano nell’elenco delle parole lasciate minuscole non vengono rialzate, quindi «LA ROCCA» esce come «la Rocca», a meno che non sia la primissima riga del riquadro; e la lettera dopo l’apostrofo non viene mai toccata, quindi «D’AMICO» esce come «D’amico».
Il testo che incollo viene inviato online?
No. La conversione si appoggia alle funzioni di conversione di caso del browser e avviene interamente dentro la pagina, senza account e senza limite di caratteri. Nella cronologia locale finiscono soltanto il nome della trasformazione e il numero di parole trattate, mai il testo: ci puoi incollare una bozza riservata o un elenco di clienti.
Posso mettere in maiuscolo un testo lungo senza aprire Word?
Sì, incolla il testo nel riquadro in alto e premi la pastiglia MAIUSCOLE: il calcolo avviene nella pagina e regge senza attese anche un testo lungo diverse cartelle. Due differenze rispetto al word processor vanno però messe in conto. Qui viaggia solo testo semplice, quindi grassetti, corsivi ed elenchi puntati si perdono nel copia-incolla. In compenso trovi due trasformazioni che Word non ha, snake_case e camelCase, comode quando da un titolo devi ricavare il nome di un file o di una variabile.
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