Calcolatrici: strumenti gratis online

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Cinque calcoli senza alcun file da depositare e senza dati inviati da nessuna parte: tutto si risolve dentro la pagina, a ogni battuta di tastiera. La domanda, quindi, non è la riservatezza ma quale formula viene applicata, perché due calcolatrici che maneggiano entrambe percentuali non seguono per forza la stessa convenzione, e il risultato se ne accorge.

Tre appartengono all’ambito finanziario — IVA, interesse composto, mutuo —, una all’aritmetica di tutti i giorni e una alla salute. La scelta si fa dalla domanda che vi state ponendo: convertire un prezzo fra imponibile e IVA inclusa, proiettare un risparmio, quantificare una rata, applicare uno sconto, oppure collocare un rapporto fra peso e statura su una scala.

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IVA o percentuali: l’errore classico

Togliere il 22% da un prezzo IVA inclusa non restituisce l’imponibile. Un articolo da 122 euro con IVA al 22% ha un imponibile di 100 euro, non di 95,16: bisogna dividere per 1,22, non moltiplicare per 0,78. È lo scorporo, ed è l’errore che ritorna più spesso su una nota spese o su una fattura ricontrollata a mano. La calcolatrice IVA applica l’operazione giusta nei due sensi, dato che il selettore precisa se l’importo digitato è imponibile o comprensivo d’imposta, e mostra i tre valori insieme.

Sulle aliquote serve una precisazione onesta. L’elenco preimpostato copre la Francia con 20, 10, 5,5 e 2,1%, e aggiunge Belgio al 21%, Svizzera all’8,1% e Maurizio al 15%, più un campo libero. Per l’Italia, l’aliquota ridotta del 10% è già nell’elenco, mentre l’aliquota ordinaria del 22% e le ridotte al 5% e al 4% vanno immesse nel campo libero: il calcolo applica esattamente il tasso che gli date, senza avere opinioni sul regime che vi riguarda.

Il calcolo percentuali copre invece quello che l’IVA non tocca, con tre schede distinte: quanto fa X per cento di Y, quale quota rappresenta X su un totale Y, e la variazione da un valore di partenza a uno di arrivo, con il segno davanti perché un rincaro e uno sconto si distinguano al volo. Tutti i campi accettano la virgola oltre al punto come separatore decimale, e il risultato si aggiorna mentre scrivete, senza pulsanti da premere.

Risparmio e prestito: due convenzioni diverse

Le due calcolatrici poggiano entrambe sull’interesse composto, ma non convertono il tasso annuo allo stesso modo. Per il risparmio il tasso mensile è l’equivalente attuariale, cioè la radice dodicesima di uno più il tasso annuo: dodici mesi di capitalizzazione restituiscono esattamente il rendimento annunciato. Per il mutuo il tasso mensile vale il tasso annuo diviso dodici, che è il metodo proporzionale in uso nel credito immobiliare. Sulla stessa percentuale nominale i due percorsi non danno lo stesso numero, e non è un difetto: sono due convenzioni diverse.

La proiezione di risparmio aggiunge il versamento alla fine di ogni mese, dopo l’applicazione degli interessi, e nei risultati separa il totale versato dagli interessi guadagnati, che è l’unica misura sincera dell’effetto valanga. La durata è limitata a sessant’anni e la tabella per anno viene campionata su una dozzina di righe per restare leggibile sui periodi lunghi. Il tasso immesso è nominale e lordo: imposte e bolli sui rendimenti non entrano nel calcolo e vanno tolti a parte.

Che cosa il calcolo del mutuo comprende e che cosa lascia fuori

La rata segue la formula classica dell’ammortamento a rata costante, alla quale si aggiunge l’assicurazione sul credito, calcolata qui come percentuale annua del capitale iniziale ripartita su dodici mesi. È la convenzione più diffusa nelle polizze collettive, ma certe coperture sono invece commisurate al debito residuo: in quel caso il premio scende con il passare degli anni e il totale reale sarà più basso di quello mostrato. La durata ammessa va da un anno a trentacinque.

Il costo totale somma interessi e assicurazione su tutta la durata. Non comprende le spese di istruttoria, non comprende la perizia, l’imposta sostitutiva o le spese notarili, e non costituisce quindi un TAEG in senso normativo: quello lo calcola ufficialmente soltanto l’istituto che eroga, ed è il numero da confrontare fra due offerte. Il piano di ammortamento, apribile anno per anno, mostra la quota capitale e la quota interessi di ogni scadenza e si esporta in CSV, con il punto e virgola come separatore, quindi si apre direttamente in un foglio di calcolo configurato in italiano.

IMC: che cosa misura l’indice

L’indice di massa corporea divide il peso in chilogrammi per il quadrato della statura in metri; la statura si immette in centimetri e la conversione è fatta dalla pagina. La calcolatrice mostra il valore ottenuto, l’interpretazione secondo le soglie dell’Organizzazione mondiale della sanità — sottopeso sotto 18,5, normopeso fino a 25, sovrappeso fino a 30, poi obesità moderata fino a 35 e obesità grave oltre — e l’intervallo di peso corrispondente a un IMC da 18,5 a 24,9 per la vostra statura.

Questo indice resta un riferimento statistico di popolazione. Non distingue la massa muscolare da quella grassa, ignora l’età, il sesso e la distribuzione dei tessuti, e non ha senso in un bambino, in una donna in gravidanza o in uno sportivo molto muscoloso, che può risultare in sovrappeso senza esserlo. Non sostituisce il parere di un medico, e un valore vicino a una soglia non va letto come una diagnosi.

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