Contatore di parole

Parole, caratteri, frasi e tempo di lettura in diretta. Gratis, senza upload. max 1 GB · Fino a 1 GB · Elaborato localmente, mai inviato a un server.

Un testo si misura di rado per curiosità. Lo si misura perché un bando chiede una relazione di tremila battute, perché l’abstract di un convegno non può superare le duecentocinquanta parole, perché il campo di un modulo online a un certo punto smette di accettare caratteri, perché un articolo dovrebbe leggersi in tre minuti. Questa pagina mostra sei misure che si ricalcolano a ogni tasto premuto, senza nessun pulsante da premere: parole, caratteri, caratteri senza spazi, frasi, paragrafi e tempo di lettura.

Quando due contatori danno numeri diversi, la colpa è sempre della definizione che ciascuno adotta. Qui una parola è una sequenza ininterrotta di lettere, cifre, apostrofi (dritti o tipografici) e trattini. «c’è» vale quindi una parola sola, e così «cinquant’anni» e «ex-ministro»; «3.500» ne vale due, perché il punto separatore delle migliaia non rientra nella sequenza e spezza il numero a metà; il simbolo «€» non ne vale nessuna. Più sotto ogni misura è spiegata riquadro per riquadro, così sai esattamente che cosa stai leggendo.

Il calcolo è una manciata di espressioni regolari eseguite dentro la scheda del browser. Niente viene trasmesso mentre scrivi, e questo contatore non deposita nemmeno una riga nella cronologia locale del sito, a differenza degli altri quattro strumenti della sezione. Un testo di parecchie decine di migliaia di parole resta fluido, con una sola avvertenza: a ogni carattere aggiunto l’intero contenuto viene rianalizzato da capo.

Come si usa

  1. Incolla o digita il testo Il riquadro accetta un incollaggio da un word processor, da un PDF o da un messaggio di posta; la formattazione viene lasciata cadere per strada e viene analizzato solo il testo semplice.
  2. Leggi i sei riquadri di risultato Parole, Caratteri, Senza spazi, Frasi, Paragrafi e Tempo di lettura stanno sotto l’area di scrittura e si aggiornano senza nessun passaggio di conferma.
  3. Separa i paragrafi con una riga vuota La divisione in paragrafi avviene sulle righe vuote: un semplice a capo non apre un nuovo blocco nel conteggio.
  4. Accorcia il testo nel riquadro stesso Il testo resta modificabile mentre guardi i contatori: togli un inciso e le sei cifre seguono, ed è così che si centra un limite alla parola esatta.
  5. Individua la misura che ti riguarda Una meta description si giudica in caratteri, un elaborato in parole, un testo destinato alla lettura ad alta voce sulla durata che dichiara.

Che cosa conta esattamente ogni riquadro

Parole: qualsiasi sequenza di lettere, cifre, apostrofi e trattini. «perché», «dopoguerra» e «2026» valgono uno ciascuno, un simbolo isolato come «%» vale zero, e «3,5» vale due perché la virgola decimale interrompe la sequenza. Caratteri: la lunghezza grezza del riquadro, spazi, punteggiatura e a capo compresi, con un’emoji che pesa due unità invece di una. Senza spazi: la stessa lunghezza dopo aver tolto ogni spazio bianco, tabulazioni e interruzioni di riga incluse.

Frasi: ogni gruppo di punteggiatura forte seguito da uno spazio o dalla fine del testo, mentre un testo non vuoto e privo di punteggiatura finale vale una frase. La regola è meccanica e conviene saperlo. In «Il sig. Rossi arriva il 12 maggio. E poi?» il contatore annuncia tre frasi dove un lettore ne vede due: l’abbreviazione passa per una fine di periodo. Un punto usato come separatore delle migliaia è invece innocuo, perché lo segue una cifra e non uno spazio, anche se quello stesso punto spezza «3.500» in due parole. Paragrafi: il numero di blocchi separati da almeno una riga vuota.

Il tempo di lettura e la base su cui è calcolato

Il tempo mostrato è il numero di parole diviso per duecento: la base è una lettura silenziosa a 200 parole al minuto, valore prudente per una prosa corrente. Sotto il minuto la visualizzazione passa ai secondi arrotondati per eccesso, per cui quaranta parole danno «12 s» e 199 parole danno «60 s» invece di un minuto. Sopra il minuto l’arrotondamento va al minuto pieno, e infatti 201 parole segnano già «2 min». La stima non vale per un intervento parlato, perché la lettura ad alta voce è nettamente più lenta, e ignora la densità: un testo giuridico o fitto di cifre si legge più lentamente di un racconto di pari lunghezza.

I limiti di lunghezza che si incontrano davvero

Le consegne universitarie si esprimono a volte in parole, a volte in battute, spesso con una tolleranza dichiarata del dieci per cento: prima di consegnare verifica quale unità fa fede. In editoria si continua a ragionare in cartelle, e la cartella standard vale 1.800 battute spazi inclusi, mentre parecchie agenzie di traduzione lavorano su una cartella da 1.500 battute. In entrambi i casi si tratta di battute spazi inclusi, quindi il riquadro da guardare è «Caratteri» e non «Senza spazi». Chiedi sempre al committente quale delle due convenzioni applica prima di preventivare.

Sugli schermi le soglie sono altre. Un SMS sta in 160 caratteri nell’alfabeto ridotto usato dagli operatori, ma basta un solo carattere fuori da quell’alfabeto — un apostrofo tipografico incollato da un word processor, una lineetta lunga, un’emoji — per far passare il messaggio a una codifica più larga in cui il limite scende a 70. Un post su X è fermo a 280 caratteri. Per una meta description non c’è nessun obbligo tecnico: l’uso si è assestato su 155-160 caratteri, oltre i quali l’estratto mostrato nei risultati di ricerca viene di norma troncato.

Quando questo contatore non fa testo

Se il tuo lavoro viene giudicato sul numero prodotto da un programma preciso, è quel programma a fare fede: un word processor applica convenzioni proprie sui numeri, sulle parole composte e sulle note, e il suo totale può scostarsi dal nostro. Usa questa pagina per scrivere e per avvicinarti all’obiettivo, poi fai la verifica finale dentro lo strumento con cui consegni. Il contatore accetta solo testo semplice, non vede mai note a piè di pagina, intestazioni e piè di pagina, e non misura né la leggibilità né la densità di una parola chiave.

Domande frequenti

Quante parole vale «cinquant’anni»?

Una sola. Trattini e apostrofi fanno parte della parola, ed è per la stessa ragione che «c’è» e «ex-ministro» valgono uno. «3.500» invece vale due, perché il punto delle migliaia spezza la sequenza, e «3,5» vale due per lo stesso motivo.

Perché il numero di frasi è più alto di quanto mi aspetto?

Perché qualsiasi punteggiatura forte seguita da uno spazio viene trattata come fine di frase. Le abbreviazioni tipo «sig.», «dott.», «pag.» o «ecc.» e i puntini di sospensione gonfiano il totale. Su un testo lungo lo scarto resta piccolo, ma su una pagina piena di abbreviazioni si vede benissimo.

Un a capo crea un paragrafo?

No, la divisione avviene sulle righe vuote. Un testo scritto a capo singolo, una poesia o un elenco, vale un paragrafo solo finché nessuna riga vuota ne separa le parti.

Su quale velocità è calcolato il tempo di lettura?

Su 200 parole al minuto, arrotondate per eccesso al minuto pieno. Sotto il minuto la visualizzazione passa ai secondi, anch’essi arrotondati per eccesso: quaranta parole danno «12 s» e 199 parole danno «60 s».

Perché il mio word processor trova un totale diverso?

Ogni programma ha una sua definizione di parola. Le divergenze si concentrano sui numeri, sulle parole composte e sugli indirizzi web, e poi su note, intestazioni e piè di pagina, che questo contatore non vede mai perché riceve solo il testo che gli incolli dentro.

Il testo resta da qualche parte dopo la chiusura della scheda?

No. Vive nel riquadro di scrittura per la durata della sessione, non viene inviato da nessuna parte e non lascia nessuna voce nella cronologia locale. Ricarica la pagina e il riquadro è vuoto.

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