Testo e scrittura: strumenti gratis online
5 strumenti gratuiti, elaborati localmente nel tuo browser.
Cinque strumenti che intervengono in momenti diversi della scrittura. Il contatore di parole misura mentre scrivete, il correttore rilegge, il convertitore di maiuscole mette in forma i titoli, Confronta due testi controlla che cosa è cambiato fra due versioni, e il generatore Lorem Ipsum riempie un mockup prima che il testo definitivo esista.
Uno solo di questi strumenti parla con l’esterno. Il correttore interroga in via prioritaria il servizio LanguageTool: serve una connessione, e il testo inviato transita per quel servizio. In caso di errore o fuori linea ripiega su una correzione locale più limitata, e la fascia sopra il risultato dichiara quale dei due motori ha risposto. Gli altri quattro calcolano tutto dentro la pagina, senza che un solo carattere lasci il browser.
Strumenti della categoria Testo e scrittura
- Contatore di parole — Parole, caratteri, frasi e tempo di lettura in diretta.
- Correttore ortografico e grammaticale — Ortografia, grammatica e punteggiatura corrette subito.
- Convertitore maiuscole — MAIUSCOLE, minuscole, Titolo o frase.
- Generatore Lorem Ipsum — Testo segnaposto per parole, frasi o paragrafi.
- Confronta due testi — Differenze evidenziate riga per riga.
Misurare prima di correggere
Il contatore di parole aggiorna sei indicatori a ogni battuta: parole, caratteri, caratteri senza spazi, frasi, paragrafi e tempo di lettura. I due conteggi di caratteri non sono un doppione. Una meta description o una biografia su un profilo social si misurano in caratteri spazi inclusi, mentre un tema, una relazione o un articolo si governano a parole. Il tempo di lettura poggia su una cadenza di duecento parole al minuto e passa ai secondi sotto il minuto, sempre arrotondato per eccesso: una nota di trenta parole segna nove secondi, non zero.
Una parola, per questo contatore, è una sequenza di lettere, cifre, apostrofi e trattini: un composto come tempo-limite vale una parola sola, e così vale una sola parola anche un troncamento con apostrofo. Una frase viene riconosciuta dalla punteggiatura di chiusura, un paragrafo dalla riga vuota che lo separa dal successivo. Un testo incollato da un PDF, dove ogni riga finisce con un ritorno a capo, gonfia quindi il numero dei paragrafi in modo artificiale: unite le righe prima di fidarvi di quella cifra.
Correggere, poi verificare che cosa si è mosso
Il correttore accetta circa diciannovemila caratteri per passaggio, oltre i quali il testo va spezzato. Quando LanguageTool risponde, la correzione copre grammatica e accordi, e ogni modifica viene elencata con la propria categoria. Il ripiego locale è di un’altra natura: un dizionario di errori frequenti in francese, più una serie di regole tipografiche, doppi spazi eliminati, spazio davanti ai due punti, al punto e virgola, al punto interrogativo e alle virgolette di chiusura, puntini di sospensione normalizzati, maiuscola ripristinata a inizio frase. Va detto chiaramente: entrambe le vie sono impostate sul francese. Su una bozza italiana la tipografia viene comunque ripulita, ma i suggerimenti grammaticali non vi serviranno.
Confronta due testi acquista senso proprio subito dopo. Incollate la versione di partenza a sinistra e quella corretta a destra: le righe aggiunte o eliminate compaiono evidenziate. Il confronto procede riga per riga con l’algoritmo della sottosequenza comune più lunga, quindi una frase riscritta da zero appare come una cancellazione seguita da un’aggiunta, non come una modifica parola per parola. Oltre le duemila righe circa per lato lo strumento rinuncia al calcolo e lo dichiara, invece di lasciare la pagina bloccata.
Maiuscole e convenzioni tipografiche
Il convertitore di maiuscole propone sette trasformazioni. Il maiuscolo di frase alza soltanto la prima lettera dopo ogni punteggiatura forte. Il maiuscolo di titolo alza ogni parola tranne gli articoli e le preposizioni brevi che stanno all’interno del titolo. Le conversioni conservano gli accenti sulle maiuscole, al contrario di quello che producono parecchi editor: perché diventa PERCHÉ e città diventa CITTÀ, senza che l’accento si trasformi in un apostrofo.
Una cautela riguarda proprio il maiuscolo di titolo. L’elenco delle parole da lasciare minuscole è costruito su francese e inglese, quindi su un titolo italiano voci come di, del, per o con vengono comunque alzate: il ritocco a mano resta necessario su una manciata di parole. Altre due modalità puntano al codice più che alla prosa: snake_case e camelCase tolgono prima gli accenti e ogni carattere non alfanumerico, e servono a costruire un nome di file, una chiave o un identificatore a partire da un titolo, non a rimettere in forma una frase.
Riempire un mockup come si deve
Il generatore Lorem Ipsum pesca le parole da un vocabolario latino fisso e da un generatore pseudocasuale inizializzato sull’orologio: due clic danno due testi diversi. Scegliete l’unità in base a ciò che state provando. In paragrafi per giudicare un gabbio di pagina, in frasi per un sommario o un occhiello, in parole quando un riquadro impone un numero preciso. La quantità va da 1 a 999, le frasi generate contano fra sei e quindici parole e i paragrafi fra tre e sei frasi, il che dà una massa credibile senza blocchi tutti uguali.
L’opzione che fa partire il testo dalla formula classica resta utile, perché segnala a colpo d’occhio che si tratta di testo finto e nessuno rischia di mandarlo in stampa per errore. Toglietela quando volete misurare davvero la leggibilità di un impaginato senza che il lettore riconosca il falso latino nelle prime tre parole. Il testo prodotto è puro segnaposto: se il riquadro va in crisi con parole lunghe, provate anche un contenuto reale, perché il latino ha una distribuzione di lunghezze tutta sua.