Confronta due testi
Differenze evidenziate riga per riga. Gratis, senza upload. max 1 GB · Fino a 1 GB · Elaborato localmente, mai inviato a un server.
Due versioni dello stesso testo e sempre la stessa domanda: che cosa è cambiato. Leggerle affiancate funziona su una pagina, non su un contratto di quindici pagine che torna dalla controparte con «qualche ritocco marginale». Questo strumento prende la versione di partenza a sinistra e quella modificata a destra, poi elenca le righe tolte e le righe aggiunte.
Il confronto si appoggia alla ricerca della più lunga sottosequenza comune, calcolata sulle righe. Tutto ciò che i due testi hanno in comune resta al suo posto, rientrato; il resto compare con un segno meno per l’originale e un segno più per la versione nuova. L’intestazione del risultato dà il numero di righe aggiunte e tolte, e dice esplicitamente quando i due testi risultano identici.
I due riquadri si riempiono incollando: nessun caricamento di file, nessun account. Il calcolo avviene interamente dentro la scheda, e questo ha una conseguenza diretta: consuma la memoria della tua macchina, e un controllo sulle dimensioni protegge il browser dai confronti fuori scala. Il pulsante rilancia il calcolo tutte le volte che serve.
Come si usa
- Incolla a sinistra la versione di partenza Il riquadro di sinistra è il riferimento: le righe segnate con il meno sono quelle che stanno lì e che nell’altro riquadro non ci sono più.
- Incolla a destra la versione modificata Il riquadro di destra fornisce le righe aggiunte. Scambiare i due riquadri ribalta il senso di lettura di tutto il risultato.
- Spezza il testo in righe brevi Il confronto lavora su righe intere: un blocco incollato tutto d’un pezzo torna indietro prima interamente tolto e poi interamente aggiunto, senza nessuna indicazione utile.
- Premi Avvia Il risultato compare sotto i due riquadri, in una cornice scorrevole alta al massimo 460 pixel, con in testa il conteggio delle righe aggiunte e di quelle tolte.
- Percorri i blocchi colorati Le righe comuni sono semplicemente rientrate di due spazi, quelle tolte e quelle aggiunte sono evidenziate. Una riga modificata compare due volte, una per lato.
L’algoritmo impiegato
I due testi vengono divisi sugli a capo, poi la pagina calcola la loro più lunga sottosequenza comune con la programmazione dinamica: una tabella di interi a 32 bit di dimensione (n+1) per (m+1) viene riempita partendo dalla fine, e ogni cella conserva la lunghezza della più lunga serie di righe comuni ancora da percorrere. Il percorso viene poi ripercorso dall’inizio per produrre la sequenza delle operazioni.
Il costo è proporzionale al prodotto dei due numeri di righe, sia in tempo sia in memoria. Un controllo rifiuta il confronto quando quel prodotto supera i quattro milioni, con un messaggio che dichiara i testi troppo lunghi per un confronto riga per riga e indica il limite in circa duemila righe ciascuno. Il vincolo riguarda il prodotto, non le singole lunghezze: duemila righe contro duemila passano, cinquecento contro ottomila passano ugualmente, e la tabella occupa allora una quindicina di megabyte. A parità fra le due direzioni viene emessa prima la cancellazione e poi l’aggiunta, per cui una riga modificata appare come una riga tolta seguita da quella che la sostituisce.
La granularità: la riga, non la parola
Due righe sono considerate identiche solo se le due stringhe coincidono alla lettera. Una virgola, una maiuscola o un singolo spazio rimasto in fondo bastano a far divergere l’intera riga. Non esiste nessuna evidenziazione della parola cambiata dentro la riga, e non esiste nessuna opzione per ignorare il caso o gli spazi.
Preparare il testo è quindi decisivo. Un contratto incollato in tre paragrafi enormi dà tre righe e un risultato inutile; lo stesso contratto con un comma per riga dà un confronto leggibile in cui emergono solo le clausole toccate. Aggiungere un a capo dopo ogni punto fermo prima di incollare cambia completamente l’esito. Dividere parola per parola, all’opposto, fa gonfiare la tabella in fretta e porta dritti al messaggio di errore: un testo di cinquemila parole contro uno di mille supera già il limite.
Le differenze che l’occhio non vede
La sorpresa più frequente è questa: tutto risulta modificato mentre a schermo i due testi sembrano identici. La causa è quasi sempre un carattere invisibile. La divisione avviene sul solo avanzamento di riga, quindi un file salvato su Windows conserva un ritorno a capo in fondo a ogni riga e, confrontato con lo stesso testo salvato con fine riga in stile Unix, diverge dappertutto in un colpo solo.
In italiano il sospettato numero uno è l’apostrofo. Un testo uscito da un word processor porta l’apostrofo tipografico (’), lo stesso testo ribattuto in un editor porta quello dritto ('), e «dell’anno» non sarà mai uguale a «dell'anno». Subito dopo vengono le vocali accentate scritte a mano: «perche'» e «po'» convivono con «perché» e «po’» nello stesso documento senza che nessuno se ne accorga, e una frase che comincia con «E’» non coincide con la stessa frase che comincia con «È». Ci si mettono poi lo spazio unificatore inserito da un correttore, la lineetta lunga contro due trattini e lo spazio dimenticato a fine riga. Il testo estratto da un PDF aggiunge le sue trappole: sillabazione conservata dall’impaginato, legature, a capo che seguono le colonne invece delle frasi. Nel dubbio, fai passare le due versioni da un editor di testo semplice prima di incollarle qui.
Dove questo strumento è utile, e dove non lo è
Si guadagna lo stipendio su un contratto tornato emendato, su due stati di una tesi prima e dopo la lettura del relatore, su un modello di lettera ritoccato da un collega, oppure per verificare che una traduzione segua ancora l’ultima revisione del testo di partenza. Va bene anche per due esportazioni successive di un elenco, purché ogni voce stia su una riga sua.
Altrove funziona meno bene. Per un documento Word, la funzione di confronto del word processor legge la struttura del file e le revisioni registrate, e il copia-incolla distrugge tutt’e due. Per del codice sotto controllo di versione, un diff dedicato mostra il contesto e la storia delle modifiche. Per due PDF bisogna prima estrarne il testo. E questo strumento non unisce niente: mostra gli scarti senza produrre una versione consolidata.
Domande frequenti
Perché tutto il mio testo risulta tolto e poi riaggiunto?
Perché non contiene nessun a capo e forma quindi una riga sola, giudicata diversa in blocco. Inserisci un a capo dopo ogni frase o dopo ogni comma, in tutt’e due i riquadri, e rilancia il confronto.
Una riga in cui ho cambiato una sola parola compare due volte.
È il comportamento previsto: il confronto non scende mai sotto il livello della riga. Vedi la vecchia versione segnata con un meno e poi quella nuova segnata con un più, e sta a te individuare la parola che cambia.
Compare il messaggio sui testi troppo lunghi, che faccio?
Il prodotto del numero di righe dei due testi ha superato i quattro milioni. Confronta capitolo per capitolo o parte per parte: due blocchi da mille righe ciascuno passano senza nessuna difficoltà.
I due testi sembrano identici eppure viene segnalato tutto.
Cerca i caratteri invisibili: ritorni a capo di un file Windows, apostrofi tipografici contro apostrofi dritti, «perche'» contro «perché», spazi unificatori lasciati da un word processor, spazi in fondo alla riga. Un passaggio da un editor di testo semplice li neutralizza.
Si possono ignorare il caso o la punteggiatura?
Nessuna opzione lo permette, il confronto è strettamente letterale. Se l’unica cosa che non ti interessa è il maiuscolo, porta i due testi in minuscolo con il convertitore di maiuscole del sito prima di incollarli qui.
Il risultato si può scaricare?
Non c’è nessun pulsante di esportazione: il rapporto compare in una cornice scorrevole che puoi selezionare e copiare. La voce lasciata nella cronologia locale conserva solo il numero di righe aggiunte e tolte, mai il loro contenuto.
Posso confrontare due versioni di un contratto senza caricare i file da nessuna parte?
Sì, perché non esiste nessun caricamento: si incolla il testo nei due riquadri e il calcolo avviene interamente dentro la scheda, quindi il contenuto non lascia la tua macchina. Il rovescio della medaglia è che lo strumento non legge i file: un .docx o un .pdf vanno prima aperti e copiati come testo semplice. Per due versioni di un documento Word, la funzione di confronto del word processor resta la scelta migliore, perché legge anche le revisioni registrate, che il copia-incolla distrugge.
Va bene per confrontare due esportazioni successive di un elenco?
Sì, a una condizione: che ogni voce stia su una riga sua, perché il confronto ragiona per righe e non per parole. In quel formato vedi comparire soltanto le voci sparite e quelle nuove, con il conteggio delle righe aggiunte e tolte nell’intestazione del risultato. Tieni presente che lo strumento non unisce niente: mostra gli scarti, non produce un elenco consolidato.
Serve installare qualcosa o creare un account per confrontare due testi?
No: la pagina funziona in qualsiasi browser recente, senza estensioni, senza account e senza quote di utilizzo. Il pulsante rilancia il calcolo tutte le volte che serve, quindi puoi correggere un riquadro e riprovare subito. E quando le due versioni coincidono davvero, il risultato lo dichiara in modo esplicito, cosa che una rilettura a occhio non garantisce.
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