Convertitori: strumenti gratis online
5 strumenti gratuiti, elaborati localmente nel tuo browser.
Cinque passaggi da un formato a un altro, senza alcun punto in comune sul piano tecnico: un documento Word verso PDF, immagini verso PDF, la traccia audio di un video verso MP3, un CSV verso una cartella di lavoro Excel, del Markdown verso HTML. Ognuno poggia su una libreria diversa, e ognuno lascia per strada qualcosa. Sapere che cosa evita di scoprire la perdita quando ormai il file è partito.
Due di queste conversioni hanno il proprio specchio altrove sul sito: Word → PDF sta di fronte a PDF → Word, JPG → PDF di fronte a PDF → JPG. Questi andate e ritorno non sono reversibili, perché ogni passaggio ricostruisce il documento a partire da quello che è sopravvissuto al passaggio precedente.
Strumenti della categoria Convertitori
- Word → PDF — Converti un .docx in PDF nel tuo browser.
- JPG → PDF — Unisci immagini in un unico PDF.
- MP4 → MP3 — Estrai la traccia audio di un video in MP3.
- CSV → Excel — CSV convertito in .xlsx con rilevamento del separatore.
- Markdown → HTML — Markdown convertito in HTML pulito e semantico.
Word → PDF: che cosa viene ricostruito
Vengono accettati soltanto i file .docx; un vecchio .doc viene rifiutato con un messaggio che invita a risalvarlo nel formato corrente. La libreria mammoth estrae il contenuto del documento e lo trasforma in HTML, che viene poi impaginato in una colonna larga 794 pixel, fotografato da html2canvas e infine tagliato in pagine A4 dentro il PDF finale. Titoli, elenchi, immagini e successione dei paragrafi vengono rispettati; colonne e caselle di testo, invece, vengono appiattite.
Una conseguenza pesa più di tutte le altre: il PDF prodotto contiene immagini di pagine, non testo. Non ci si può fare una ricerca e non si può selezionare una frase. Per un contratto, una tesi o qualsiasi documento destinato a essere citato, l’esportazione PDF nativa di Word o di LibreOffice resta preferibile. Questo strumento serve al caso in cui quel programma non c’è, per esempio su un computer non vostro o su un tablet. Oltre le duecento pagine renderizzate la conversione si interrompe.
Immagini in PDF e audio in MP3
JPG → PDF accetta anche PNG e WebP e trasforma l’ordine dell’elenco nell’ordine delle pagine, modificabile con le frecce prima di avviare. Il formato di pagina si sceglie fra A4 verticale, A4 orizzontale e adattato a ogni immagine: preferite l’A4 per ricevute e giustificativi destinati alla stampa o a una nota spese, la modalità adattata per screenshot dalle proporzioni irregolari. I margini valgono zero, ventiquattro o quarantotto punti, e la trasparenza viene sostituita dal bianco.
MP4 → MP3 non dipende da un convertitore video ma dal decodificatore audio del browser: il file viene decodificato in suono grezzo e poi ricodificato in MP3 da lamejs a 96, 128 o 192 kbit/s. I contenitori MP4, M4A, WebM, WAV e OGG passano nel modo più affidabile; un file il cui codec non viene riconosciuto fa comparire un messaggio d’errore che elenca i formati accettati. La durata è limitata a quarantacinque minuti e l’interfaccia consiglia di restare intorno ai trenta, perché la decodifica avviene tutta in memoria.
CSV → Excel: la trappola del separatore
Un CSV è un file di testo, e niente al suo interno impone la virgola. In Italia la virgola è il separatore decimale, quindi Excel e la maggior parte dei gestionali esportano con il punto e virgola; i fogli di calcolo di area anglosassone usano la virgola, e certi strumenti la tabulazione. La conversione analizza le prime dieci righe, conta questi tre candidati e tiene il più frequente; il separatore adottato viene mostrato sotto il risultato, il che permette di verificare che il file sia stato letto come vi aspettavate.
La cartella di lavoro .xlsx viene scritta con SheetJS, e la larghezza delle colonne è stimata sulle prime duecento righe perché le celle non arrivino troncate all’apertura, con un limite fra otto e quarantotto caratteri: una colonna che contiene paragrafi lunghi resta leggibile senza spingere il resto del foglio fuori schermo. Vengono accettati anche i .tsv separati da tabulazione, e l’eventuale marcatore di ordine dei byte UTF-8 in testa al file viene tolto prima dell’analisi, così la prima intestazione non arriva con un carattere invisibile attaccato. Se malgrado tutto la tabella arriva su una colonna sola, il separatore rilevato era quello sbagliato.
Markdown → HTML e concatenazioni utili
La conversione Markdown si appoggia a marked, con un’anteprima resa immediatamente e una ripulitura dell’HTML prodotto. Convivono due uscite, e la scelta dipende dalla destinazione: il frammento copiato si infila dentro un articolo di un CMS o dentro un gabbio già esistente, mentre la pagina HTML scaricata è un file completo, con il foglio di stile incorporato, pronto da aprire o da inviare così com’è.
Concatenare resta spesso l’approccio giusto. Foto di documenti conviene ritagliarle e comprimerle prima di assemblarle in PDF, altrimenti il file ottenuto pesa senza motivo e il portale su cui va caricato lo rifiuta. Un PDF nato da un .docx può passare a sua volta dalla compressione per entrare in un allegato di posta. E se il documento di partenza era una scansione, nessuna di queste conversioni ne recupererà il testo: quello resta un lavoro per l’OCR.