Calcolatrice IVA

Netto ↔ lordo all'istante, aliquote comuni incluse. Gratis, senza upload. max 1 GB · Fino a 1 GB · Elaborato localmente, mai inviato a un server.

Un preventivo si scrive in imponibile, il cartellino in vetrina espone il prezzo IVA compresa, e la contabilità pretende tutti e due i numeri. Questa pagina fa passare un importo da una parte all’altra: si digita una somma, si dichiara se è netta o lorda, si indica un’aliquota, e tre riquadri restituiscono l’imponibile, l’imposta e il totale corrispondente.

Il meccanismo è una moltiplicazione in un verso e una divisione nell’altro, rifatta a ogni battuta sulla tastiera, senza pulsante da premere e senza che un solo byte raggiunga un server. Lo scorporo, cioè il passaggio dal lordo al netto, è l’operazione che sbaglia più spesso chi la fa a mente, ed è spiegata più avanti con i numeri sotto gli occhi, così da poterla rifare anche senza questa pagina.

Un avvertimento sull’elenco delle aliquote. Il menu a tendina propone una serie generica di valori preimpostati che non ricalca il sistema italiano: lo strumento non conosce l’operazione che avete davanti e applica semplicemente l’aliquota che riceve. Per l’Italia la strada affidabile è la voce di aliquota libera, dove si digitano 22, 10, 5 o 4. Quale di queste spetti alla vostra cessione o prestazione lo stabilisce il DPR 633/1972, non questa calcolatrice.

Come si usa

  1. Digitare l’importo Il campo Importo si apre su 100 e accetta i decimali con passo 0,01. Una virgola digitata come separatore decimale viene convertita in punto prima del calcolo, non respinta.
  2. Dichiarare se la somma è netta o lorda Il selettore sotto l’importo decide l’operazione: da un imponibile la pagina moltiplica per il coefficiente, da un totale lordo divide per lo stesso coefficiente. Sbagliare questa sola impostazione è la causa più frequente di un risultato falso.
  3. Scegliere l’aliquota Il menu contiene otto voci: sette valori preimpostati, ereditati da un elenco generico e non allineati alle aliquote italiane, e in fondo la voce di aliquota libera.
  4. Aprire il campo dell’aliquota personalizzata Selezionando l’ultima voce compare il campo Aliquota personalizzata (%), regolato con passo 0,1 e precompilato con 8,5: un valore estraneo al sistema italiano, che va sostituito con 22, 10, 5 o 4.
  5. Leggere i tre risultati Imponibile, Importo IVA e Totale compaiono con due decimali e si ricalcolano mentre si scrive. Non c’è nessun pulsante di conferma da premere.

I due sensi del calcolo, e la trappola del meno 22 %

Il coefficiente di conversione vale 1 + aliquota/100: 1,22 per il 22 %, 1,10 per il 10 %, 1,05 per il 5 %, 1,04 per il 4 %. Dal netto al lordo, totale = imponibile × coefficiente. Nel verso opposto, imponibile = totale ÷ coefficiente. L’imposta è sempre la differenza fra i due numeri, mai una percentuale del lordo.

Un professionista fattura 1.000 € di imponibile con aliquota ordinaria: 1.000 × 1,22 = 1.220 € di totale, di cui 220 € di imposta. Riprendete quei 1.220 € nel verso inverso e 1.220 ÷ 1,22 restituisce 1.000 €. Togliere il 22 % da 1.220 darebbe invece 951,60 €, con uno scarto di 48,40 € e un’imposta apparente di 268,40 € al posto di 220. L’errore sta nella base: l’aliquota si applica all’imponibile, non alla somma incassata.

Rapportata al lordo, l’imposta non pesa quindi il 22 % ma 22/122, cioè il 18,03 % del prezzo esposto. Al 10 % la quota scende al 9,09 %, al 5 % al 4,76 %, al 4 % al 3,85 %. È la ragione per cui una promozione del tipo "l’IVA la paghiamo noi" su un articolo ad aliquota ordinaria vale uno sconto del 18,03 %, non del 22 %.

Le quattro aliquote italiane e che cosa coprono

L’aliquota ordinaria del 22 % è quella di diritto comune: si applica ogni volta che nessuna norma ne prevede una diversa. È salita al 21 % il 17 settembre 2011 e al 22 % il 1º ottobre 2013, e su una fattura di quegli anni il coefficiente da usare resta quello dell’epoca.

Le aliquote ridotte sono elencate nella Tabella A allegata al DPR 633/1972, e la parte in cui un bene compare decide l’aliquota che lo segue.

Una stessa fattura può mescolare più aliquote, ciascuna sulla propria base imponibile: è la ragione per cui il documento si chiude con un riepilogo per aliquota. Questa pagina lavora su un importo e un’aliquota per volta, quindi va ripetuta tante volte quante sono le aliquote presenti.

Aliquote che nell’elenco non ci sono

Il campo libero esiste perché nessun elenco fisso regge il contatto con la realtà, e nel caso italiano è la porta d’ingresso normale. Accetta qualunque valore numerico, comprese le aliquote storiche: rivedere una fattura del 2012 significa usare il 21 % in vigore quel giorno, non il 22 % di oggi. Per pura coincidenza il valore 21 compare già fra le voci preimpostate, dove però è etichettato come aliquota estera.

Poi ci sono i territori. Livigno, Campione d’Italia e le acque italiane del Lago di Lugano restano fuori dal territorio IVA dello Stato, e le operazioni che vi si svolgono non scontano l’imposta italiana. San Marino e la Città del Vaticano sono Stati terzi rispetto al sistema IVA dell’Unione: le cessioni verso San Marino seguono una disciplina propria, oggi imperniata sulla fattura elettronica trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio.

Nessuna di queste situazioni cambia l’aritmetica della pagina. Cambia l’aliquota che avete titolo per digitarci dentro.

Quando non c’è nessuna IVA da calcolare

Non tutte le fatture portano imposta. Chi applica il regime forfettario non addebita l’IVA e non la detrae sugli acquisti: il documento riporta la dicitura di operazione senza applicazione dell’imposta ai sensi della legge 190/2014 e, oltre i 77,47 €, sconta un’imposta di bollo di 2 €. Per chi sta in questo regime la pagina serve soltanto a capire che cosa sopporta il cliente più a valle.

La soglia di ricavi che dà accesso al forfettario è stata rivista più volte dalle leggi di bilancio, a volte in corso d’anno. Non fidatevi di un numero ricordato a memoria: verificate il valore in vigore sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Anche il superamento della soglia produce effetti a una data precisa, che nessuna conversione fra netto e lordo può anticipare.

Ci sono infine tre modi diversi di arrivare a zero, e l’aritmetica non li distingue: un’operazione esente ai sensi dell’articolo 10, una non imponibile ai sensi degli articoli 8, 8-bis e 9, e una fuori campo IVA. Tutte e tre mostrano qui un’imposta pari a zero, con conseguenze molto diverse sul diritto alla detrazione. Allo stesso modo l’inversione contabile sposta il debito d’imposta sul cliente, e la scissione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione lascia l’imposta esposta in fattura senza che il fornitore la incassi.

Questa pagina esegue una conversione aritmetica. Non stabilisce l’aliquota della vostra operazione e non sostituisce il parere di un commercialista.

Domande frequenti

Perché 1.220 € lordi non tornano a 951,60 € di imponibile?

Perché l’aliquota si calcola sull’imponibile. Il passaggio inverso è una divisione: 1.220 ÷ 1,22 = 1.000 € di imponibile e 220 € di imposta. Sottrarre il 22 % dal totale significa applicare l’aliquota a una base che l’imposta la contiene già.

Quale aliquota devo applicare alla mia prestazione?

Non lo decide questa pagina. L’aliquota dipende dalla natura dell’operazione e non dallo status di chi vende; si legge nella Tabella A allegata al DPR 633/1972 e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate. Nei casi dubbi la risposta la dà un commercialista, non un menu a tendina.

Come inserisco il 22 %, che nell’elenco non compare?

Scegliendo l’ultima voce del menu, quella dell’aliquota libera: sotto il selettore appare il campo Aliquota personalizzata (%), con passo 0,1. Accetta qualsiasi valore numerico, quindi anche 22, 5, 4 o un’aliquota storica.

Due decimali bastano per una fattura?

Il calcolo gira a piena precisione e solo la visualizzazione viene arrotondata al centesimo. Su un documento con più righe l’arrotondamento riga per riga e quello sul totale possono differire di un centesimo: decide la regola adottata dal vostro gestionale, che deve poi quadrare con il riepilogo per aliquota della fattura elettronica.

Posso gestire più aliquote in una volta sola?

No. Ripetete il calcolo per ciascuna aliquota, prendendo come base il totale imponibile delle righe che vi rientrano, e sommate poi le imposte ottenute. È esattamente la struttura del riepilogo IVA che chiude la fattura.

Il campo libero si apre su 8,5: che cos’è quel valore?

È un valore preimpostato che arriva dall’elenco generico dello strumento e non corrisponde a nessuna aliquota italiana. Va semplicemente cancellato e sostituito con l’aliquota che vi serve, prima di leggere i risultati.

Strumenti simili

Scopri altri strumenti

Categorie