Proteggi PDF

Blocca il documento con una password. Gratis, senza upload. max 1 GB · Fino a 1 GB · Elaborato localmente, mai inviato a un server.

Una busta paga, un estratto conto o un contratto da spedire per posta elettronica, con la richiesta di una password all’apertura. La protezione alza questa barriera: il file prodotto non si mostra più in Acrobat, in Anteprima, in Chrome o in un lettore per telefono senza la chiave scelta da chi lo ha creato.

Lo strumento non si limita ad appendere un lucchetto al file di partenza. Ogni pagina viene prima disegnata da PDF.js in un canvas al doppio della risoluzione di visualizzazione, convertita in JPEG e quindi collocata da jsPDF dentro un documento nuovo che ne riprende le dimensioni. La cifratura è applicata nel momento stesso in cui quel documento nuovo nasce, non aggiunta in un secondo tempo.

Questa meccanica ha una conseguenza diretta che è meglio conoscere prima di premere il pulsante: il testo del documento protetto non è più testo, è un’immagine. Non si può più selezionare, cercare, né far leggere da una sintesi vocale. In cambio si ottiene un file bloccato senza passare da un servizio online, dove estratto conto e password finirebbero insieme su una macchina di terzi.

Come si usa

  1. Caricare il PDF da bloccare Il documento di origine deve aprirsi senza password. Se è già cifrato, PDF.js si arresta e chiede di sbloccarlo prima di qualunque altra operazione.
  2. Digitare la password di apertura Il campo è mascherato e rifiuta qualsiasi immissione più corta di quattro caratteri. Quella password va annotata altrove: qui non esiste alcun meccanismo di recupero.
  3. Scegliere la qualità dell’immagine Alta corrisponde a un JPEG di qualità 0,85 e Media a 0,70. Alta conviene per un documento destinato alla stampa, Media per un allegato da mantenere leggero.
  4. Premere Avvia La barra mostra "Cifratura della pagina 3 / 12" e avanza pagina per pagina. Il tempo di elaborazione cresce in proporzione al numero di pagine.
  5. Recuperare il file -protege.pdf Il risultato porta la nota che segnala l’apertura protetta da password. Conviene aprirlo una volta per verificare la chiave prima di trasmetterlo al destinatario.

Password di apertura e restrizioni sui permessi

La password digitata viene iscritta sia come password utente sia come password proprietario. La prima blocca l’apertura: senza di essa un lettore conforme si rifiuta di mostrare anche una sola pagina. La seconda governa le autorizzazioni, e il documento esce con la stampa consentita e con copia, modifica e annotazione negate.

La distinzione conta. Una password di apertura poggia sulla cifratura: il contenuto è realmente mescolato dentro il file, e senza la chiave non c’è nulla da mostrare. Una restrizione sui permessi è soltanto un contrassegno che i programmi dovrebbero rispettare per convenzione; molti lo ignorano, e toglierlo non richiede alcun calcolo. Poiché qui la password proprietario coincide con quella scelta, chi riceve la chiave di apertura dispone nello stesso momento di quanto serve per rimuovere quelle restrizioni.

Che cosa protegge una password PDF e che cosa non protegge

Il formato PDF ha attraversato più generazioni di cifratura. Quella impiegata da jsPDF è la più antica: RC4 su una chiave a 40 bit derivata con MD5, come il file stesso dichiara attraverso le voci /V 1 e /R 2. Non si tratta né di AES-128 né di AES-256, e uno spazio di chiavi a 40 bit si percorre a forza bruta con hardware ordinario. Il blocco scoraggia un curioso; non regge davanti a qualcuno attrezzato.

Non protegge nemmeno dallo scenario di fuga più banale: una volta che il documento è stato aperto da un destinatario legittimo, nulla impedisce una schermata, una ristampa o un inoltro del file accompagnato dalla password nello stesso messaggio. Il minimo di quattro caratteri è una salvaguardia tecnica, non una raccomandazione: una frase lunga vale di più, e deve viaggiare su un canale diverso da quello del file che apre.

Per un documento la cui divulgazione esporrebbe davvero, dati sanitari o materiale coperto da segreto professionale, il riflesso ragionevole resta un archivio cifrato in AES oppure una messaggistica cifrata da un capo all’altro.

Che cosa il documento perde per strada

La ricostruzione in immagini conserva l’aspetto e nient’altro. Non sopravvivono all’operazione:

Il peso cambia spesso al rialzo: un PDF di solo testo pesa poco, le stesse pagine in JPEG pesano nettamente di più. La qualità Media riduce quello scarto quando il file deve stare dentro un allegato di posta.

Quando questo strumento non è la scelta giusta

Se il documento deve restare utilizzabile, la rasterizzazione ostacola più di quanto aiuti: un modulo da compilare, o una relazione in cui qualcuno cercherà parole chiave, perdono senso una volta trasformati in immagini.

Se l’obiettivo è impedire la stampa o la copia lasciando però il documento libero di aprirsi, questa pagina non è adatta: pretende una password di apertura e non offre alcuna modalità in cui quel campo possa restare vuoto.

Domande frequenti

Ho perso la password, come recupero il documento?

Da questa pagina non è possibile. Non vengono conservati né la chiave, né il file, né la minima traccia dell’operazione. L’originale non protetto va sempre tenuto da parte: è l’unica copia di sicurezza che possa esistere.

La password transita da qualche parte?

Viene digitata in un campo della pagina, usata da jsPDF per derivare la chiave, poi dimenticata alla chiusura della scheda. Né la chiave né il PDF partono in rete; l’unica richiesta emessa preleva la libreria jsPDF dai file del sito, senza rivolgersi a nessun server esterno.

Si può firmare un documento dopo averlo protetto?

No, e l’ordine conta. Lo strumento di firma poggia su pdf-lib, che non sa aprire un PDF cifrato. Prima si firma, poi si protegge.

Perché il testo non è più selezionabile?

Perché le pagine vengono convertite in JPEG prima di essere cifrate. Il lettore mostra un’immagine fedele, ma nel file non restano caratteri. Per ritrovare quel testo, lo strumento OCR sa rileggerlo a partire da quelle immagini.

Il destinatario avrà bisogno di un programma particolare?

No. Questa cifratura appartiene alla prima generazione dello standard PDF e resta riconosciuta da tutti i lettori diffusi, comprese le visualizzazioni integrate in Chrome, Edge, Safari e nei telefoni.

Perché la stampa resta consentita?

È una scelta voluta: un documento che non si può nemmeno stampare diventa inutilizzabile per un destinatario legittimo, mentre quel contrassegno non ferma alcun programma deciso a passarci sopra. Copia, modifica e annotazione sono invece marcate come negate.

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