Ritaglia immagine
Ritaglio libero o rapporti classici (1:1, 16:9…). Gratis, senza upload. max 1 GB · Fino a 1 GB · Elaborato localmente, mai inviato a un server.
Un’inquadratura sbagliata si riconosce subito: troppo cielo sopra il soggetto, un braccio che entra dal bordo, un documento fotografato di sbieco in mezzo al tavolo. Ritagliare vuol dire tenere un solo rettangolo dell’immagine e buttare via tutto il resto. Qui l’operazione avviene dentro la pagina, su un’anteprima sulla quale si disegna con il dito o con il mouse la zona da salvare.
L’anteprima è una copia ridotta, larga al massimo 640 pixel, e serve unicamente a mirare. Il taglio vero si applica all’immagine originale alla sua risoluzione piena: le coordinate del riquadro vengono divise per il fattore di riduzione dell’anteprima e il rettangolo corrispondente viene ricopiato pixel per pixel in un nuovo canvas, senza ricampionamento. Ritagliare una zona dentro una foto larga 6.000 pixel restituisce quindi i pixel originali di quella zona, non un ingrandimento dell’anteprima.
Il formato in uscita non si sceglie: un PNG depositato torna PNG, qualunque altro formato torna JPG codificato al 92%. Il file riceve il suffisso -recadre e accanto al peso viene mostrata la risoluzione esatta, così si capisce subito se il ritaglio è abbastanza grande per l’uso previsto.
Come si usa
- Caricare un’immagine La zona di rilascio accetta qualunque formato il browser sappia mostrare. Si lavora su un’immagine per volta: depositarne un’altra sostituisce la precedente.
- Aspettare l’anteprima nel pannello Opzioni Compare un riquadro centrato che copre l’80% dell’immagine. La riga sopra riporta la zona come larghezza per altezza in pixel, espressi nella scala dell’originale e non in quella dell’anteprima.
- Scegliere un rapporto oppure restare su Libero Le pastiglie disponibili sono cinque: Libero, Quadrato 1:1, 16:9, 4:3 e 3:4 in verticale. Toccandone una, l’altezza del riquadro viene subito ricalcolata a partire dalla sua larghezza.
- Disegnare o spostare il riquadro Un trascinamento che comincia sull’immagine traccia una selezione nuova a partire da quel punto. Un trascinamento che comincia dentro il riquadro lo sposta senza cambiarne le dimensioni.
- Premere Avvia Il file prodotto porta il suffisso -recadre e mostra la risoluzione finale. Contiene soltanto la zona selezionata, nient’altro.
I gesti che l’anteprima riconosce
I gesti sono due, distinti unicamente dal punto in cui cominciano. Una pressione sull’immagine, fuori dal riquadro, attiva la modalità disegno: la selezione riparte da zero sotto il dito e cresce finché non si molla. Una pressione dentro il riquadro attiva invece la modalità spostamento, e le dimensioni restano quelle. Non esistono maniglie agli angoli, per cui un clic secco fuori dal riquadro riduce la selezione a un quadratino di dodici pixel che va ridisegnato da capo.
L’interfaccia si appoggia agli eventi di puntatore, comuni a mouse, penna e tocco, e il movimento viene ascoltato su tutta la finestra: il trascinamento prosegue anche se il cursore esce dall’anteprima, cosa comoda quando la zona utile arriva fino al bordo. Il riquadro non può uscire dall’immagine né scendere sotto i dodici pixel di lato, e la riga informativa aggiorna in continuo la dimensione del file futuro.
Su schermo stretto l’anteprima viene mostrata più piccola di quanto sia in realtà. Le coordinate del gesto sono ricalcolate a partire dalla larghezza effettivamente occupata, quindi il riquadro resta preciso anche dopo aver girato il telefono a metà lavoro.
Rapporti classici, social e foto tessera
Il quadrato 1:1 corrisponde alle immagini di profilo e agli avatar, il 16:9 alle miniature dei video e alle testate di copertina, il 4:3 alle compatte e alle presentazioni, il 3:4 alla stessa proporzione in verticale. Quando un rapporto è attivo l’altezza discende dalla larghezza: durante il tracciamento conta soltanto lo spostamento orizzontale. Se l’altezza calcolata sborda dall’immagine viene riportata al bordo e la proporzione non è più rispettata; a quel punto serve ridisegnare un riquadro più stretto.
Il verticale 4:5, molto diffuso nei feed, non figura fra le pastiglie: bisogna restare su Libero e fidarsi della riga che riporta la zona. Lo strumento inoltre fissa una proporzione, mai un numero di pixel; se una piattaforma pretende dimensioni esatte, conviene ritagliare qui al rapporto giusto e poi passare il risultato in Ridimensiona immagine.
Per una foto tessera serve prudenza. Il formato richiesto in Italia è 35 × 45 mm, cioè un rapporto di circa 0,78 che la pastiglia 3:4, ferma a 0,75, non raggiunge. E l’inquadratura è solo una parte del problema: le regole ICAO adottate per la carta d’identità elettronica e per il passaporto fissano anche l’altezza del volto, fra 32 e 36 mm, oltre a criteri di sfondo, posa ed espressione che nessun ritaglio può sistemare.
Il ritaglio è definitivo nel file prodotto
I pixel fuori dal riquadro non vengono scritti da nessuna parte nel file in uscita, il cui canvas ha esattamente la dimensione della selezione: nessun programma potrà ritrovarli. Il file di partenza però non viene toccato, perché lo strumento ne scrive uno nuovo con il suffisso -recadre e lascia l’altro dov’era.
Un PNG in entrata torna PNG, senza perdita. Tutto il resto, JPG, WebP, GIF o AVIF, torna JPG al 92%, codificato dal browser. Un JPEG ritagliato subisce quindi una seconda compressione: meglio ritagliare una volta sola partendo dall’originale che incatenare ritagli successivi sullo stesso file, perché ogni passaggio aggiunge il proprio strato di artefatti.
C’è infine una conseguenza che sorprende chi lavora con loghi e soggetti scontornati: un’immagine trasparente che non sia un PNG perde la trasparenza, perché il JPEG non ha canale alfa e le zone vuote vengono riempite. Un WebP scontornato va quindi convertito prima in PNG, e soltanto dopo ritagliato.
Che cosa sparisce dai metadati
L’immagine viene decodificata in un elemento immagine, ridisegnata in un canvas e infine ricodificata. Lungo quel percorso non viaggia alcun metadato: il file ritagliato non contiene più le coordinate GPS, la data dello scatto, il modello dell’apparecchio né il profilo colore della foto originale. Per pubblicare è un vantaggio, per archiviare è una perdita da mettere in conto.
L’orientamento merita un discorso a parte. I browser attuali applicano la rotazione registrata nell’EXIF nel momento in cui mostrano l’immagine: l’anteprima presenta quindi la foto già raddrizzata e il ritaglio agisce su quella versione. Poiché il file in uscita non porta più alcuna etichetta di orientamento, la rotazione finisce scritta direttamente nei pixel, ed è il motivo per cui il risultato appare dritto anche nei programmi che l’EXIF lo ignorano.
Domande frequenti
Come si ridimensiona un riquadro già tracciato?
Non ci sono maniglie da afferrare: un riquadro esistente si può soltanto spostare. Per cambiarne la dimensione bisogna cominciare un nuovo trascinamento fuori da esso, il che fa ripartire la selezione da zero in quel punto.
La foto perde risoluzione?
No. La zona conservata viene ricopiata in scala 1:1 dall’immagine originale, senza ingrandimenti e senza interpolazione. Il numero totale di pixel cala semplicemente in proporzione alla superficie eliminata.
Posso ottenere esattamente 1080 × 1080 pixel?
Non direttamente: le pastiglie bloccano una proporzione, non una misura. Conviene ritagliare in 1:1, leggere la dimensione mostrata sopra l’anteprima e poi fissare il valore desiderato con Ridimensiona immagine.
Ho ritagliato un WebP trasparente e lo sfondo è diventato opaco.
Solo i file PNG escono in PNG. Gli altri formati vengono esportati in JPG, che non gestisce la trasparenza. La soluzione è convertire prima il WebP in PNG con WebP → PNG e poi ritagliare quel PNG.
Il tracciamento funziona con il dito su un telefono?
Sì. Le coordinate del gesto vengono ricalcolate a partire dalla dimensione con cui l’anteprima è realmente mostrata, che si adatta alla larghezza dello schermo, quindi il riquadro resta esatto anche dopo una rotazione del dispositivo.
Posso recuperare in seguito la parte tagliata?
Non dal file scaricato, che non la contiene più. Bisogna ricaricare l’immagine originale, rimasta intatta sul dispositivo, e ridisegnare la selezione da capo.
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